BITE: il nostro nuovo Innovation Center, dove il futuro del cibo prende forma
19 Dicembre 2025
Quanto futuro ci sta dentro a due campi da calcio? Forse questa domanda vi sembrerà curiosa – ma se ve la facciamo, un motivo c’è. Perché accanto al nostro molino, al nostro pastificio e ai nostri uffici di Parma è nato un luogo grande esattamente così: due campi da calcio messi uno accanto all’altro. E lì dentro, sta già prendendo forma il nostro modo di immaginare il domani.
Lo abbiamo chiamato BITE – Barilla Innovation & Technology Experience – ed è il nostro nuovo centro di Ricerca e Sviluppo. Lo spazio in cui vogliamo alimentare un’idea semplice, ma straordinaria: evolvere le eccellenze della nostra tradizione gastronomica rispettando la loro storia e la loro essenza. Un centro in cui la nostra pasta, i nostri sughi, e i nostri prodotti da forno verranno osservati e studiati per far sì che possano continuare a sorprendere i sensi, a regalare emozioni, ad accompagnare le persone nei loro momenti di gusto, condivisione e scoperta.
Sono quasi 14 mila metri quadri di ricerca e creatività, immersi nel territorio che ci ha visti nascere nel 1877. Un luogo che abbiamo voluto fortemente, e che rappresenta per noi un grande passo in avanti nel nostro cammino di innovazione alimentare. Perché crediamo che il futuro del cibo si costruisca proprio così: mettendo insieme ciò che sappiamo fare meglio, e che ci contraddistingue da sempre, con tutto ciò che ancora possiamo immaginare.

BITE: DOVE IL FUTURO DEL CIBO PRENDE FORMA
BITE è fatto di spazi che non sono solo metri quadri, ma possibilità.
4.800 di essi sono dedicati all’Innovation Center, con aree di Design Thinking dove cerchiamo risposte alle domande che hanno già portato – e continueranno a portare – allo sviluppo di nuovi prodotti. E poi, ambienti per degustazioni e studi sensoriali, due cucine innovative (una per la pasta e una per i prodotti da forno) e un auditorium per condividere i risultati raggiunti e le sfide che ancora ci attendono.
Accanto, altri 9.000 metri quadri ospitano gli impianti pilota: linee sperimentali dove condurre test, realizzare prototipi, e poi perfezionarli. È l’area in cui possiamo immaginare la vita futura dei nostri prodotti, disegnare packaging più sostenibili e sviluppare sistemi per garantire qualità e sicurezza alimentare. Qui si incontrano anche strumenti e tecnologie che spalancano davvero le porte del futuro: sistemi di food printing 3D, innovazioni basate su ingredienti più sostenibili, analisi sensoriale avanzata.

Un naso elettronico capace di mappare l’impronta aromatica del basilico, costruendone una vera e propria “carta d’identità olfattiva”. E poi l’intelligenza artificiale e l’Internet of Things, che ci aiutano a comprendere le materie prime, a ottimizzare processi complessi come l’essiccazione della pasta, insomma, a migliorare ognuno dei nostri passaggi produttivi con il massimo della precisione. Perfino sistemi di progettazione olografica che ci permettono di “toccare” un nuovo biscotto prima ancora che esista, modellarlo in 3D, stamparlo, inviarlo alle linee pilota per capire come realizzarlo nel mondo reale.
Tutto questo, si capisce, non sostituisce la nostra esperienza: la amplifica. Perché BITE è il luogo dove vogliamo continuare a fare ciò che facciamo da quasi 150 anni, con strumenti e tecnologie sempre più innovative.
LE NOSTRE PERSONE AL CUORE DI OGNI INNOVAZIONE
Naturalmente, tutto ciò che vi abbiamo appena raccontato va di pari passo con l’altro grande motore di BITE: le nostre persone. Perché l’innovazione è fatta di tecnologie, sì, ma prima ancora è fatta di sogni, intuizioni, idee condivise. È in questo senso che il fattore umano resta per noi insostituibile, ed è qui che entrano in scena i Sensory Food Experts: professionisti scelti per le loro capacità percettive, addestrati a diventare veri e propri “strumenti di precisione”.
Ogni anno, i nostri Sensory Food Experts analizzeranno oltre mille campioni di pasta, sughi e prodotti da forno, trasformando sensazioni in dati, profumi in mappe aromatiche, texture in parametri che ci aiuteranno a capire cosa rende un cracker irresistibilmente friabile o una merenda perfettamente equilibrata. Accanto a loro, panel di assaggiatori esperti selezionati con criteri scientifici che continueremo a formare nel tempo. Perché la degustazione, per noi, non può essere un gesto improvvisato, ma deve essere una disciplina, e deve garantire che ogni prodotto possa mantenere bontà e qualità mentre incontra i bisogni delle persone di oggi e di domani.

E poi ci sono tutti gli altri professionisti, oltre 200, che contribuiranno a rendere BITE un ecosistema vivo: tecnologi alimentari, agronomi, ricercatori, chimici, biologi, cuochi, data analyst, food designer, ingegneri dei processi, ognuno con un sapere diverso, ognuno con un ruolo unico e insostituibile. Insieme, queste persone trasformano BITE da semplice centro di ricerca a luogo dove il nostro mestiere – quello di fare cibo buono, sicuro e sostenibile – continua a evolvere senza perdere ciò che lo rende unico: la passione, la sensibilità, la cura per ogni dettaglio.
UN VIAGGIO DA FARE INSIEME
Dentro BITE, però, non vogliamo certo lavorare da soli. L’innovazione, per noi, è un gesto collettivo: nasce dal dialogo, dalla contaminazione di idee, dall’incontro con chi guarda al cibo da prospettive diverse dalle nostre. Per questo, negli anni ci siamo impegnati a costruire una rete ampia e viva, fatta di università, centri di ricerca, startup e giovani talenti che ci aiutano a gettare lo sguardo oltre i nostri confini.
84 partnership attive con atenei italiani ed europei – da Parma a Wageningen, da Napoli a Bolzano, da Milano a Maastricht – ci permettono di esplorare nuove soluzioni scientifiche, nutrizionali, tecnologiche. A questa rete, si aggiunge il mondo delle startup agrifood e tech: realtà piccole, ma in rapida crescita, capaci di immaginare strade alternative per costruire il futuro. Con il programma Good Food Makers, dal 2019 abbiamo raccolto centinaia di candidature da tutto il mondo e dato vita a progetti concreti che spaziano dall’agricoltura rigenerativa alla tracciabilità delle materie prime, fino alla logistica supportata dall’intelligenza artificiale.

E poi, ci sono i giovani. Ogni anno, dentro al nostro BITE, accoglieremo circa trenta nuovi talenti (studenti, neolaureati, dottorandi e ricercatori) ognuno con il proprio background – dall’ingegneria al food design, dalla tecnologia alimentare alla gastronomia – e con nuove domande, nuove energie, nuovi modi di guardare ai nostri prodotti. E non è certo un caso che molti di loro, una volta concluso il percorso di internship, scelgano di restare con noi: un segnale che dimostra tutto il nostro impegno, e ci conferma quanto un ambiente inclusivo, internazionale e aperto alla sperimentazione sia importante per far crescere i professionisti di domani.
SOSTENIBILITÀ E INCLUSIONE: I VALORI CHE ANIMANO IL NUOVO BITE
Il nuovo BITE ci ha fornito anche l’occasione per tradurre in architettura i valori in cui crediamo. Fin dalle prime fasi di progettazione, infatti, abbiamo scelto criteri di sostenibilità e inclusione come fondamenta del centro. L’edificio integra fonti rinnovabili che migliorano l’efficienza e riducono l’impatto energetico, mentre gli spazi esterni sono pensati per ospitare attività di ricerca dedicate all’agricoltura rigenerativa.
All’interno, grazie al supporto di Dynamo Academy, abbiamo creato un ambiente pensato per accogliere davvero tutti, con percorsi tattili e per ipovedenti, arredi flessibili, ascensori per ogni scala. Un luogo progettato per essere vissuto, attraversato, interpretato da persone diverse, nel rispetto delle loro esigenze e del loro modo di muoversi nel mondo.
“In Barilla siamo appassionati del cibo, da sempre. Attraverso BITE rinnoviamo il nostro patto con chi ci apprezza in Italia e oltre 100 paesi, ai quali vogliamo continuare ad offrire prodotti sempre migliori in termini di qualità, gusto, nutrizione, sostenibilità e sicurezza, dal campo alla tavola”, dichiara Guido Barilla, Presidente del nostro Gruppo. “Qui le migliori menti italiane e internazionali lavoreranno insieme parlando di gastronomia, design, sostenibilità, inclusione e accesso al cibo, per intercettare e anticipare i gusti e i bisogni del consumatore di oggi e di domani”.

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