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LE SFIDE ALIMENTARI: IL PERCORSO DI SOSTENIBILITÁ DI BARILLA

Come si struttura la relazione tra cibo e sostenibilità nell’attuale momento storico
 
Ci si interroga ormai quotidianamente sul futuro del nostro pianeta, su quanto sia sostenibile l’impatto dell’uomo e delle sue attività. E per quanti anni ancora lo sarà.
 
Gli ultimi dati lasciano spazio a poche interpretazioni: secondo l’Eurispes, un terzo del cibo prodotto su tutto il pianeta viene sprecato senza neanche arrivare a tavola. Con il cibo che finisce tra i rifiuti, si potrebbero sfamare 200 milioni di persone. Solo in Italia lo spreco alimentare è arrivato a sfondare quota 15 miliardi di euro, quasi l’1% del Pil (0,88%) - dati 2019 dell’Osservatorio Waste Watcher.
 
Se da una parte c’è chi continua a sprecare tantissimo, dall’altra c’è chi continua ad affamarsi: come riferisce la Fao, ancora oggi 821 milioni di persone soffrono la fame e oltre 150 milioni i bambini hanno ritardi nella crescita. Il Rapporto annuale delle Nazioni Unite rileva inoltre che la variabilità del clima che influenza l'andamento delle piogge e le stagioni agricole, oltre ad estremi climatici come siccità e alluvioni, sono tra i fattori chiave dietro l'aumento della fame, insieme ai conflitti e alle crisi economiche. Malnutrizione vuol dire in alcuni casi non fame ma al contrario obesità: il 14% della popolazione mondiale è obeso e si stima che nel 2045 lo sarà un essere umano su quattro.
 
In questo discorso rientra ovviamente l’approccio all’agricoltura, al modo di produrre e poi distribuire: l’agricoltura da sola è responsabile per il 30% dell’emissione di gas serra (GHG) provocata dall’uomo e per il 70% dello sfruttamento delle risorse idriche. Ecco allora che stimolare la diversità vegetale e animale, garantire accesso alla terra e alle ultime tecnologie e sostenere uno sviluppo che non sia intensivo significa preservare la terra e incentivare un consumo responsabile e quindi sostenibile per tutti.
 
 

Cosa intendiamo per alimentazione e agricoltura sostenibile

 
Una buona agricoltura non può che essere sostenibile, così come l’alimentazione. Quindi diventa necessario promuovere un modello in cui la scienza e la tecnologia sposano l’innovazione nel rispetto dalla natura e dell’essere umano, garantendo un cibo sano e di qualità.
 
Un regime alimentare è sostenibile se sottintende un basso impatto ambientale: è quanto afferma la FAO, che in più aggiunge che le “diete” sostenibili sono anche rispettose della biodiversità e degli ecosistemi, oltre che accessibili ed economicamente eque e convenienti; sicure e sane, per l’uomo e per il pianeta.
 
 

Buono per Te, Buono per il Pianeta: l’impegno quotidiano del Gruppo Barilla

 
In questo contesto, Barilla vuole dare il proprio contributo per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dalle Nazioni Unite, nell’Agenda 2030.
 
Negli anni abbiamo elaborato una missione che ci guida nelle scelte quotidiane, “Buono per Te, Buono per il Pianeta”.
In questa direzione lavoriamo affinché tutti i prodotti e le marche portino nel mondo cibo che sia buono, sano e proveniente da filiere responsabili, ispirato allo stile di vita italiano e alla Dieta Mediterranea. Questa è la distintività del Gruppo Barilla e ciò che rappresenta la qualità.
Un impegno che perseguiamo dal campo alla tavola, prestando attenzione a tutte le fasi della filiera.
 
Barilla è riuscita a incrementare di anno in anno la propria quota di acquisti responsabili di materie prime, in linea con i principi definiti nel Codice Barilla di Agricoltura Sostenibile.
 

Il Gruppo Barilla: uno sguardo rivolto sempre al futuro

I risultati che abbiamo raggiunto negli anni, non sono traguardi; sono numeri che ci indicano se stiamo procedendo o meno nella giusta direzione. Una bussola per le nostre azioni, per effettuare investimenti più ‘responsabili’ e in linea con il desiderio di dare un contributo significativo alla salute dell’uomo e del Pianeta” spiegano Guido, Luca e Paolo Barilla nel Rapporto di Sostenibilità 2018.
 
Ciò significa anche intestarsi una nuova leadership culturale, ed è questo lo spirito che guida il Gruppo, alla ricerca di sfide sempre più sostenibili: “I grandi marchi devono proporre una linea di pensiero che possa indirizzare al meglio i bisogni, le abitudini e la vita di ognuno. Il nostro futuro ci invita a migliorare sempre ciò che sappiamo fare, perché solo noi conosciamo il mestiere e sappiamo declinare le nostre competenze con quanto scorgiamo fuori. Dobbiamo comprendere come evolve il mondo della nutrizione, perché è pieno di risorse, ricco di informazioni e, tra l’altro, anche di piacere. Per cui noi facendo bene il nostro mestiere abbiamo l’opportunità di avvicinarci e avvicinare tutti a piaceri straordinari e fondamentali. Pensiamo davvero di avere questo debito nei confronti dell’azienda e di tutte le persone che ripongono fiducia in noi. E abbiamo tutti gli strumenti per raggiungere il traguardo: storia, conoscenze, volontà di investire” concludono il Presidente e i Vicepresidenti del Gruppo.
 

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