Il nostro Mulino Bianco festeggia 50 anni di ricordi buoni
25 Luglio 2025
C’è un luogo senza tempo, dove ogni angolo profuma di bontà appena sfornate. È un mulino accarezzato dal sole e la sua ruota gira lenta, accompagnate dal suono dell’acqua e dal fruscio del grano…
Non è solo un luogo fisico, ma uno spazio della memoria: un rifugio dove il tempo sembra rallentare e la semplicità può incontrare la bontà delle cose fatte bene. Un luogo che molti hanno imparato a conoscere fin da bambini attraverso una pubblicità, una confezione che non vedi l’ora di scartare, una sorpresina che scalda il cuore. E soprattutto, attraverso tutti i prodotti – i biscotti, le merende, i pani – che in quel mulino hanno preso e continuano a prendere vita, conquistando grandi e piccini.
Così, quel luogo è diventato negli anni il simbolo di un desiderio profondo di genuinità e calore. Un desiderio che sa di infanzia, di affetto, di casa. Il nostro Mulino Bianco è tutto questo, e molto di più. È la marca che da mezzo secolo ci permette di condividere con le persone un immaginario fatto di bellezza, emozioni autentiche, piccoli grandi gesti quotidiani e che oggi, nel 2025, festeggia insieme a tutti noi i suoi primi 50 anni di storia.
QUANDO I MULINI ERANO BIANCHI…
Ma in che contesto nasce Mulino Bianco? E perché? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare un passo indietro di cinquant’anni.
Mentre l’Italia attraversa un periodo di crisi economica e trasformazioni sociali, abbiamo intuito la necessità di diversificare il nostro business, per offrire alle persone qualcosa di nuovo. Così, ci siamo impegnati a creare una marca capace di portare sulle tavole degli italiani non solo prodotti da forno, ma anche un immaginario rassicurante e positivo, che parlasse di natura, cura e semplicità.
Nasce così il nostro Mulino Bianco, raffigurato nel suo primo logo dal grafico Cesare Trolli e perfezionato dal designer Giò Rossi. E con lui Campagnole, Galletti, Molinetti, Pale, Tarallucci – i primi biscotti a essere lanciati sul mercato – e Tortorella, Dondolo, Crostatina, Saccottino, Ciambella – le prime cinque merende del Mulino.

Fin dal principio, Mulino Bianco riesce nell’intento di costruire un legame emotivo con le persone. Dal Coccio di terracotta alle oltre 650 Sorpresine, passando per tutti gli altri regali proposti a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, i premi Mulino Bianco entrano nelle case delle persone e diventano pezzi di vita quotidiana, ricordi da conservare. E quando negli anni Ottanta fanno la loro comparsa sugli scaffali dei supermercati i mitici Dolcetti delle Feste – Canestrini, Ciocchini, Baiocchi – i Crackers Sfoglia di Grano, e poi Ritornelli, Abbracci e Pan di Stelle, Mulino Bianco è già un’icona di bontà.
NEL MULINO CHE VORREI, UN MONDO PIÙ BUONO
Negli anni ‘90, Mulino Bianco rafforza ulteriormente il suo legame con il pubblico grazie a una delle sue campagne pubblicitarie più belle: sul piccolo schermo, fa la sua comparsa la Famiglia del Mulino. Gli scorci di una vita semplice, immersa nella natura e nei ritmi lenti della campagna, rappresentati nientemeno che dalla regia di Giuseppe Tornatore e dalle musiche di Ennio Morricone, entrano nell’immaginario collettivo come simbolo di autenticità e calore familiare. È l’epoca di PlumCake e Pangrì, di Michetti, Fette biscottate e Flauti.

All’inizio degli anni 2000, per festeggiare i suoi 25 anni, la marca si rinnova: il Mulino diventa più contemporaneo, la gamma dei prodotti si amplia, il linguaggio si evolve. All’alba del nuovo millennio, sono le “Favole” a raccontare la bontà degli ingredienti, l’attenzione alla qualità. Nascono nuove campagne, nuove merendine, nuove occasioni per essere presenti nella vita delle persone – Tegolino, Pan Goccioli e Pagnottelle. E nel frattempo, Mulino Bianco non smette mai di ascoltare: lo fa sperimentando, innovando, pur rimanendo fedele alla propria identità.
Dopo il 2010, la marca rilancia la sua voce con nuove campagne pubblicitarie che mettono al centro la semplicità, la cura, le relazioni autentiche: all’interno del Mulino, il Mugnaio trasforma gli ingredienti offerti da Madre Natura nei nostri prodotti. È un decennio di impegno crescente verso la sostenibilità e la trasparenza, la qualità nutrizionale dei prodotti e la filiera. Nel 2024, infine, possiamo affermare che “C’è un mondo più buono”: un mondo pieno di cose belle, che con Mulino Bianco vogliamo continuare a scoprire e ad alimentare giorno dopo giorno.
OLTRE LA MARCA, IL VALORE DEI PICCOLI GESTI
C’è un’idea che ci accompagna e risuona dentro di noi fin dal primo giorno della storia di Mulino Bianco: ogni gesto, anche il più semplice, può diventare speciale se fatto con cura. Da cinquant’anni, questo è il principio che ci guida nel realizzare ognuna delle ricette antiche e nuove che prendono vita nei nostri stabilimenti.
Oggi, questa attenzione si traduce anche in gesti concreti verso l’ambiente e le persone. Con la Carta del Mulino, per esempio, promuoviamo una coltivazione del grano tenero più sostenibile: certifichiamo la nostra filiera, rispettiamo il ciclo delle stagioni, tuteliamo la salute del suolo riducendo l’uso di pesticidi e lasciamo fiorire almeno il 3% dei nostri campi per favorire la biodiversità.

Non a caso, con il progetto Mulino delle Api abbiamo installato centinaia di piccoli mulini vicino ai campi di grano tenero Mulino Bianco, per aiutare nella riproduzione e nidificazione le api solitarie e altri insetti impollinatori a rischio di sopravvivenza.
Ecco perché oggi Mulino Bianco è molto più di una marca: è il nostro modo di dimostrare che ogni giorno è possibile fermarsi, e prendersi il tempo necessario per tornare a ciò che conta davvero. Una colazione condivisa, una merenda preparata con amore, un biscotto che profuma di infanzia. Un gesto buono che, sommato a tutti gli altri, può davvero fare la differenza.
CINQUANT’ANNI DI RICORDI BUONI
Per celebrare i suoi primi cinquant’anni, abbiamo deciso di trasformare il compleanno di Mulino Bianco in una grande festa collettiva, attraverso un calendario di eventi che hanno unito città e persone.
A Milano e a Parma, rispettivamente in piazza Gae Aulenti e in piazza Garibaldi, è comparsa la MulinoSveglia – una riproduzione in scala reale dell’iconica sveglia a forma di mulino risalente agli anni Ottanta. E in alcune giornate speciali, abbiamo scelto di dare a migliaia di visitatori la possibilità di entrare dentro questa magica installazione, riscoprendo oggetti storici del Mulino — dai Cocci alle Sorpresine, fino alla gallina Rosita — e la magia delle prime pubblicità.

E poi, non potevamo non rendere omaggio a tutti coloro che hanno fatto – e fanno ancora – la storia di Mulino Bianco. Perciò, a giugno, gli stabilimenti di Novara, Ascoli Piceno, Cremona, Melfi, Rubbiano e Castiglione delle Stiviere hanno messo in pausa la produzione per permettere alle nostre persone di ritrovarsi e festeggiare insieme. Quasi 1.900 dipendenti hanno potuto condividere racconti, aneddoti e ricordi dei loro anni con Mulino Bianco, celebrando insieme il successo di un progetto che li ha coinvolti sin dalle origini.
Perché, come ha sottolineato Carolina Diterlizzi, Marketing Vice President Mulino Bianco, “Mulino Bianco è così amato anche grazie al cuore, alle mani e ai sorrisi di chi ogni giorno ha creduto in un sogno buono”. Noi, ovviamente continuiamo a crederci, certi di poter festeggiare tanti altri anniversari del nostro Mulino Bianco.
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