È Sempre Domenica: quando la memoria diventa un racconto tutto da ascoltare
31 Ottobre 2025
C’è qualcosa di profondamente umano nel gesto di mettersi in ascolto. Forse è per questo che i podcast, negli ultimi anni, sono diventati uno dei modi più diffusi e autentici per ritrovare il piacere delle storie — quelle vere, che sanno di vita vissuta.
“È sempre domenica”, il podcast che abbiamo realizzato in collaborazione con Chora Media, nasce proprio da questo desiderio: restituire voce e calore ai ricordi di un’Italia che cambia, attraverso i nostri prodotti, progetti e oggetti custoditi nell’Archivio Storico Barilla.

A guidare questo viaggio c’è Orietta Berti, che con la sua voce inconfondibile accompagna ascoltatori e ascoltatrici tra aneddoti, testimonianze e frammenti di memoria collettiva insieme a undici ospiti. Volti e voci dell’enogastronomia, della cultura, della musica e della comunicazione, riuniti per raccontare un secolo di vita italiana con semplicità e affetto.
Perciò, il primo episodio non poteva che partire dalle origini, da quella terra che ci ha visto nascere. In Emilia, attraverso la via omonima, antica strada romana che unisce passato e presente, lo scrittore Enrico Brizzi ci conduce lungo un cammino fatto di tradizioni, dialetti, profumi e racconti di una regione in cui memoria e progresso convivono da sempre. È qui, a Parma, che tutto ha avuto inizio nel 1877 e ancora oggi si rinnova quel legame profondo tra territorio, passione e saper fare che è nel nostro DNA.
DA CAROSELLO A FEDERICO FELLINI, I NOSTRI SPOT FANNO LA STORIA DELLA PUBBLICITÀ
Dalle origini della nostra storia, alle immagini che hanno fatto sognare intere generazioni: la seconda puntata di “È sempre domenica” ci introduce al mondo della pubblicità e della televisione italiana. Siamo alla fine degli anni Cinquanta, ed è il tempo del boom economico, delle prime case con il televisore, delle famiglie riunite davanti a Carosello. Giorgio Simonelli, docente ed esperto di comunicazione, racconta l’epoca in cui ci impegnavamo a costruire un nuovo linguaggio fatto di emozioni e identità. Così, nella terza puntata, Mauro Coruzzi – in arte Platinette – può accompagnarci dietro le quinte del mito di Mina, voce e volto di una stagione di cambiamento e modernità.
E dopo? Cosa accade quando Carosello conclude la sua programmazione, alla fine degli anni Settanta? Ce lo raccontano il marketing specialist Michele Boroni e l’art director Gavino Sanna nella quarta puntata. È in quell’epoca, quando la pubblicità diventa protagonista assoluta dei palinsesti televisivi, che il linguaggio degli spot si fa più sofisticato, preparando il terreno per la genesi di campagne indimenticabili. Così, grazie al genio di Sanna, va in onda la storia di una bambina con l’impermeabile giallo che salva un gattino sotto la pioggia e lo porta a casa. Ad aspettarli, la bontà di un piatto di pasta preparato con amore, a simboleggiare che “Dove c’è Barilla, c’è Casa” davvero, anche quando meno te lo aspetti.
Poi, un piccolo salto, avanti veloce fino alla settima puntata – ma solo per il momento. È la voce del regista Gabriele Salvatores a chiudere la parentesi narrativa dedicata ai nostri spot più belli. Non prima, però, di riportarci al legame di lunga data tra Barilla e il cinema, raccontando l’incontro con Federico Fellini e lo spot d’autore “Rigatoni”, rievocando il tempo in cui la pubblicità diventava arte, e la pasta un racconto universale.
IL MAGICO POTERE DEGLI OGGETTI
Si compravano le merendine del Mulino Bianco, si scartavano con impazienza e poi arrivava quel momento speciale: quello in cui prendevi in mano la scatola delle Sorpresine, la aprivi piano e dentro trovavi un piccolo oggetto — un gioco, un puzzle, un adesivo — capace, nonostante le sue dimensioni, di spalancare le porte della fantasia.
Le Sorpresine del Mulino Bianco, nate nei primi anni Ottanta, hanno accompagnato intere generazioni di bambini e sono diventate, col tempo, molto più di un gadget: un simbolo di creatività e di spensieratezza quotidiana. Proprio a loro è dedicata la quinta puntata di “È sempre domenica”, che ne ripercorre la nascita e il successo attraverso le parole di Graziella Carbone, la mente geniale che le ideò e realizzò. Oltre 700 piccole invenzioni, custodite in minuscole scatole “a cassetto”, che nel corso degli anni hanno trasformato un semplice gesto — aprire una merendina — in un’esperienza fatta di attesa e sorpresa.
Accanto a questo racconto, la collezionista e mercante d’arte Roberta Tagliavini riporta alla memoria un altro oggetto iconico di quegli anni: il Coccio, la tazza color panna protagonista di una raccolta punti da record, simbolo di una nuova idea di colazione all’italiana – un momento per vivere e condividere la quotidianità domestica. Così, l’ottava puntata del nostro podcast ci invita ancora una volta a riscoprire “il magico potere degli oggetti” che sanno accendere ricordi, e ci rammentano che, a volte, la meraviglia sta nelle cose più semplici.

LA NOSTRA PASTA E IL SUO ABITO RACCONTANO UN PAESE CHE EVOLVE
Dopo aver riscoperto il magico mondo delle Sorpresine, “È sempre domenica” torna là dove tutto è cominciato – alla tavola, e alla pasta. La sesta puntata è un omaggio all’ingegno e all’evoluzione della cucina italiana, e con essa a tutte le altre piccole, grandi rivoluzioni che hanno cambiato la vita delle persone e delle famiglie.
Per secoli, i piatti della tradizione hanno richiesto tanto impegno e mani indaffarate ai fornelli per tempi lunghissimi. Poi, con il boom economico, sempre più donne sono riuscite a entrare a far parte del mondo del lavoro. In quel momento di grande trasformazione, è nato il bisogno di ricette più veloci e accessibili, di sughi già pronti e di prodotti pensati per rendere la cucina di tutti i giorni più semplice, senza rinunciare alla qualità e al gusto. A raccontare questa storia gastronomica è Andrea Grignaffini, critico e narratore del gusto, che ci accompagna tra i sapori e i profumi di un’Italia in movimento, capace di adattarsi senza mai perdere la propria anima.
Con l’arrivo della grande distribuzione, poi, anche la pasta ha dovuto cambiare veste – lo scopriamo nella nona puntata. Fino ad allora si comprava sfusa, pesata al momento nelle botteghe di quartiere. Ma quando Pietro Barilla era andato negli Stati Uniti lo aveva capito subito stava per accadere una rivoluzione. E infatti, di lì a poco, ecco comparire i primi supermercati anche da questa parte di mondo. Per fortuna, noi avevamo già intuito che sarebbe servita una confezione capace di custodire la nostra pasta e di essere immediatamente riconoscibile. E per realizzarla ci eravamo rivolti proprio a lui – a Erberto Carboni, immenso architetto, designer, pubblicitario.
Nasce così, grazie alla sinergia tra Carboni e Pietro Barilla, la nostra Blue Box, con la sua grafica pulita e il suo colore blu intenso — una tonalità attentamente selezionata, come racconta il sociologo Mauro Ferraresi, per trasmettere quella promessa di fiducia e di familiarità che con il tempo è diventata parte integrante della vita di milioni di persone.
TRA CIELO E TERRA: LA TRADIZIONE ITALIANA RAGGIUNGE LE STELLE
Il viaggio di “È sempre domenica” si conclude guardando verso l’alto, dove la tradizione incontra la tecnologia e la nostra pasta raggiunge letteralmente le stelle. L’ultimo episodio racconta una missione unica nel suo genere: quella che ha portato i nostri Fusilli a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, protagonisti di una prova di assaggio straordinaria.
Insieme all’astrofisico Luca Perri, scopriamo come la ricerca e l’innovazione possano trasformare un semplice piatto di pasta in un simbolo di curiosità, ingegno e orgoglio italiano. È un finale che parla di futuro, ma che non dimentica le radici: la stessa passione che ci muove dal 1877 oggi ci spinge a esplorare nuovi orizzonti, tra sostenibilità, tecnologia e gusto. Perché anche quando cambia il mondo intorno a noi, ci sono gesti che restano gli stessi – una tavola apparecchiata, un piatto di pasta preparato con amore, le persone a cui vogliamo bene — e che continuano a unire, ovunque nel mondo.
E così, la decima puntata di “È sempre domenica" chiude una storia che sa di casa, di memoria e di calore. Un racconto che ci ricorda quanto sia importante fermarsi ad ascoltare — le voci, gli oggetti, le emozioni — perché è solo attraverso le storie che possiamo scoprire e ricordarci da dove veniamo, chi siamo e dove stiamo andando.
LA NOSTRA PLAYLIST DEL MESE
Alcuni consigli di lettura, di ascolto, di visione per approfondire l’argomento che abbiamo appena affrontato insieme:
- È sempre domenica, un podcast realizzato in collaborazione con Chora Media che racconta l’Italia dell’ultimo secolo attraverso la lente dell’Archivio Storico Barilla.
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