Barilla: investiti 250 milioni all'anno per la manutenzione degli impianti, la funzione vale a Alessandro Spadini l'European Maintenance Manager Award
26 Giugno 2026
- Nei 26 stabilimenti del Gruppo, la manutenzione contribuisce ogni giorno a garantire qualità, continuità produttiva e affidabilità degli impianti che portano sulle tavole milioni di consumatori nel mondo i prodotti Barilla
- Asset per 7 miliardi di euro, 250 milioni investiti ogni anno e oltre 700 professionisti dedicati: i numeri di una funzione strategica per il business dell'azienda
- Dalla sostenibilità alla formazione delle nuove generazioni di tecnici, la manutenzione è sempre più centrale per le fabbriche del futuro
Parma, 26 giugno 2026 – Garantire ogni giorno la qualità dei prodotti, la continuità produttiva degli stabilimenti e il miglioramento delle performance ambientali: è anche grazie al lavoro svolto dalla manutenzione industriale che Barilla assicura ai consumatori di tutto il mondo gli elevati standard che contraddistinguono i propri marchi. In questo contesto si inserisce il riconoscimento ottenuto da Alessandro Spadini, manager del Gruppo con oltre trent'anni di esperienza nelle funzioni tecniche e industriali, che ha ricevuto l'European Maintenance Manager Award 2026 (EMMA), uno dei più prestigiosi premi europei dedicati ai professionisti della manutenzione industriale.
“Questo premio rappresenta un riconoscimento importante non solo per il mio percorso professionale, ma anche per il ruolo sempre più strategico che la manutenzione riveste nell’industria moderna. Oggi gestire, ottimizzare e innovare gli impianti significa contribuire in modo diretto alla competitività e alla sostenibilità delle aziende. In un contesto in cui le imprese incontrano crescenti difficoltà nel reperire profili specializzati, è fondamentale far conoscere alle nuove generazioni il valore di questa professione: un ambito in cui competenze tecniche, ma anche e soprattutto, la curiosità verso gli impianti, si combinano con l’analisi dei dati e tecnologie digitali. È proprio dall’incontro tra questi elementi che nascono le fabbriche del futuro”, dichiara Alessandro Spadini, Plan to Fulfill End to End Process Redesign del del Gruppo Barilla.

Dietro ogni confezione di pasta, prodotto da forno o snack che arriva sulle tavole dei consumatori c'è infatti un sistema produttivo complesso che deve garantire elevati standard qualitativi, continuità operativa e sicurezza. Ecco perché la manutenzione rappresenta una funzione fondamentale per assicurare il corretto funzionamento degli impianti e supportare la capacità del Gruppo di offrire ogni giorno prodotti eccellenti a milioni di persone nel mondo.
UNA FUNZIONE CHE PROTEGGE ASSET PER 7 MILIARDI DI EURO
La manutenzione rappresenta oggi una delle attività strategiche dell'ecosistema industriale Barilla: i 26 stabilimenti del Gruppo nel mondo ospitano asset produttivi il cui valore di rinnovo supera i 7 miliardi di euro. Per garantirne affidabilità, sicurezza ed efficienza, l'azienda investe ogni anno circa 250 milioni di euro in attività manutentive. Sono oltre 700 i professionisti che lavorano quotidianamente nella manutenzione all'interno degli stabilimenti Barilla, gestendo decine di migliaia di interventi ogni anno tra attività preventive, correttive e predittive. Un lavoro spesso invisibile ma fondamentale per assicurare la continuità produttiva e la qualità dei prodotti.
DALLE RIPARAZIONI AI DATI: COME STA CAMBIANDO LA MANUTENZIONE
Negli ultimi anni la manutenzione industriale ha vissuto una profonda trasformazione. Se in passato gran parte delle competenze era affidata all'esperienza del singolo tecnico, oggi sensori, sistemi di monitoraggio e strumenti digitali consentono di raccogliere e analizzare informazioni sempre più precise sullo stato degli impianti.
L'obiettivo non è più soltanto intervenire quando si verifica un guasto, ma prevenire le anomalie e migliorare continuamente l'affidabilità delle linee produttive. In questo percorso, Barilla sta sperimentando anche l'impiego di strumenti avanzati di analisi dei dati per supportare la pianificazione delle attività manutentive e rendere gli interventi sempre più efficaci. Le applicazioni in fase di sviluppo riguardano in particolare l'ottimizzazione dei piani di manutenzione e la capacità di adattare gli interventi alle condizioni reali degli impianti. Attraverso l'analisi dei dati provenienti dalle linee produttive, questi strumenti permettono di individuare segnali precoci di degrado e di suggerire il momento migliore per intervenire, superando la logica tradizionale basata esclusivamente su intervalli temporali prestabiliti.
LA SFIDA DEL RICAMBIO GENERAZIONALE
Accanto all'innovazione tecnologica, il settore della manutenzione deve affrontare una sfida sempre più rilevante: il ricambio generazionale. Le aziende stanno incontrando infatti crescenti difficoltà nel reperire figure tecniche qualificate, mentre i professionisti più esperti rappresentano competenze sempre più ricercate sul mercato. Per Spadini, il manutentore del futuro dovrà essere "metà tecnico e metà data analyst": una figura capace di combinare conoscenza degli impianti, capacità di analisi e familiarità con gli strumenti digitali. Più ancora del percorso di studi, saranno determinanti curiosità, attitudine al problem solving e una mentalità orientata alla comprensione dei rapporti causa-effetto che governano il funzionamento dei sistemi industriali.
UNA LEVA FONDAMENTALE PER LA SOSTENIBILITÀ
La manutenzione svolge inoltre un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi ambientali dell'azienda: circa il 90% dei risultati ottenuti negli stabilimenti in termini di riduzione dell'impatto ambientale è riconducibile a interventi tecnici e manutentivi, che consentono di migliorare continuamente l'efficienza degli impianti. Negli anni, questo approccio ha contribuito a ridurre in modo significativo i consumi idrici ed energetici negli stabilimenti in aree a stress idrico, l'acqua riciclata e riutilizzata è cresciuta del 196% rispetto al 2022, puntando all'obiettivo del +250% al 2030. Dall'ottimizzazione dei consumi energetici alla riduzione delle emissioni, fino al recupero delle risorse idriche, la manutenzione si conferma quindi non soltanto una funzione tecnica, ma uno dei principali motori della sostenibilità industriale.
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