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Giovedì, 4 Aprile, 2019

MULINO BIANCO PRESENTA LA “CARTA DEL MULINO”
IL DISCIPLINARE DI AGRICOLTURA SOSTENIBILE
CHE PARTE CON IL BISCOTTO BUONGRANO
 

Un progetto - realizzato in collaborazione con WWF, Università di Bologna, Università della Tuscia
 e OpenFields – che innoverà il modo di coltivare il grano tenero e rappresenta un ulteriore tassello del percorso di Barilla nella sostenibilità, in linea con la missione “Buono per te, Buono per il Pianeta”.
Ad oggi sono 500 le imprese agricole che hanno già aderito, con l’obiettivo di arrivare a 5.000 a fine progetto.

La “Carta del Mulino” è stata presentata oggi nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere,
dalle cui linee è uscito il primo Buongrano realizzato con 100% di farina di grano tenero da agricoltura sostenibile.
La “Carta del Mulino” è composta da 10 regole che prevedono, ad esempio,
di dedicare il 3% dei campi alla coltivazione di fiori utili per gli insetti impollinatori, la rotazione delle colture e la tracciabilità dei lotti di grano tenero sostenibile.
 
Mulino Bianco rafforza l’impegno in sostenibilità e lo fa partendo dal suo ingrediente primario: la farina di grano tenero. Il brand - che fa parte del Gruppo Barilla ed è il leader di mercato dei prodotti da forno - ha presentato oggi, giovedì 4 aprile, nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere, la Carta del Mulino”.
Si tratta di un innovativo disciplinare di agricoltura sostenibile, realizzato in collaborazione con il WWF e costituito da 10 regole pensate per portare qualità nei prodotti, supportare il lavoro delle comunità di agricoltori e restituire spazio alla natura negli agroecosistemi, favorendo la biodiversità, riducendo l’uso delle sostanze chimiche e salvaguardando gli insetti impollinatori.
A fare gli onori di casa Paolo Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla che - alla presenza di istituzioni locali, media, stakeholder, ONG - ha battezzato la nascita del primo biscotto a marchio Mulino Bianco realizzato secondo le regole della “Carta del Mulino”: “Buongrano”.
 
Questo disciplinare, ha affermato Paolo Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla, rappresenta la volontà del Gruppo di valorizzare ancora una volta l’agricoltura di qualità, incentivando la crescita della filiera del grano tenero. Un impegno dal campo alla tavola per offrire ai consumatori prodotti ancora più buoni, amici dell’ambiente e della biodiversità in linea con la nostra missione “Buono per te, Buono per il Pianeta”.
 
“CARTA DEL MULINO”: UN PROGETTO “BUONO PER TE. BUONO PER IL PIANETA”
L’iniziativa della “Carta del Mulino” è solo lo step più recente del cammino intrapreso da Barilla nel perseguire la propria missione “Buono per Te, Buono per il Pianeta”, che ha come obiettivo ultimo quello di portare nel mondo un’alimentazione sana, proveniente da filiere pulite e responsabili, ispirate allo stile di vita italiano e alla dieta mediterranea.
Con la “Carta del Mulino” la sostenibilità sarà un percorso di miglioramento continuo, per questo le sue regole saranno aggiornate in accordo con il WWF, con impegno crescente.
 
BUONGRANO NON SARÀ L’UNICA REFERENZA CONCEPITA NEL RISPETTO DELLA “CARTA DEL MULINO”
Già nel 2019 arriveranno sul mercato altri prodotti a marchio Mulino Bianco realizzati con farina di grano tenero da agricoltura sostenibile. Mentre l’ambizione è - entro pochi anni - di rendere sostenibile il 100% della farina di grano tenero necessaria per realizzare i prodotti Mulino Bianco. Parliamo di un fabbisogno di circa 240.000 tonnellate.
 
La ‘Carta del Mulino’, alla cui definizione ha collaborato il WWF, rappresenta un significativo passo verso un’agricoltura più sostenibile, in grado di agire direttamente sulle cause di perdita di biodiversità”, dichiara Gaetano Benedetto, Direttore Generale WWF Italia. “Riducendo l’uso delle sostanze chimiche e restituendo spazio alla natura sarà possibile riportare nelle campagne fiori selvatici, indispensabili per l’alimentazione degli insetti impollinatori. A fine progetto circa 2.000 ettari saranno restituiti alla natura: il 3% della superficie agricola dedicata alla coltivazione del grano tenero, un vero e proprio piccolo Parco diffuso.”
 
BIODIVERSITÀ E RISPETTO PER LA TERRA AL CENTRO DEL NUOVO DISCIPLINARE
Il 3% dei campi destinati ai fiori, utilizzo di sementi selezionate, rotazione delle colture, promozione di metodi fisici per la conservazione del grano: sono queste alcune delle regole della “Carta del Mulino”, i cui vantaggi sono davvero numerosi. Si va dal preservare la struttura del suolo e incrementarne la fertilità, favorire la vita degli insetti impollinatori, promuovere le varietà di grano ottimali per la produzione di prodotti da forno di qualità, avere tracciabilità dei lotti di grano tenero durante tutte le fasi, fino allo stoccaggio.  
Al momento sono circa 500 le aziende agricole coinvolte nel progetto e si stima che saranno 5.000 da qui ai prossimi 3 anni. Con il nuovo disciplinare, Mulino Bianco si fa carico di riconoscere un premio economico per gli agricoltori che aderiranno alla “Carta del Mulino”, volto a coprire i costi necessari, ad esempio a realizzare i campi di fiori, che incidono sulla resa e sui guadagni della filiera in favore della biodiversità. Si tratta di vere e proprie oasi d’interesse ecologico che rappresentano il 3% dell’intero campo di grano tenero, fondamentali per la proliferazione delle api e di altri insetti che hanno un ruolo determinante nell’equilibrio dell’ecosistema. Va infine ricordato che l’applicazione della “Carta del Mulino” è sottoposta a un rigoroso sistema di monitoraggio attraverso l’ente di controllo esterno RINA.

L’IMPEGNO DI MULINO BIANCO NELL’AMBIENTE
Uno degli obiettivi di Mulino Bianco è rispettare l’ambiente e rendere il percorso produttivo più sostenibile, risparmiando risorse, puntando al riciclo e all’utilizzo di energia rinnovabile. Dal 2008 al 2016 negli stabilimenti Mulino Bianco sono stati ridotti del 54% le emissioni di gas serra e del 47% l’utilizzo di acqua. Allo stesso tempo più del 98,7% degli incarti sono riciclabili. Sul fronte dei consumi, dal 2008 al 2016, Mulino Bianco ha risparmiato più di 1.600.000 metri cubi di energia termica e più di 7 milioni di kWh.
 
 
 
LE REGOLE DELLA “CARTA DEL MULINO”
 
“Per Mulino Bianco la sostenibilità non è un traguardo fisso ma un percorso di miglioramento continuo. Per questo le regole della Carta del Mulino potranno subire modifiche di anno in anno, in un percorso di impegno crescente.”

1. Regola Uno
Ai coltivatori di grano tenero viene richiesto di rispettare i requisiti della “Carta del Mulino” e ne verifichiamo la corretta applicazione. Ai Mulini e agli stoccatori viene inoltre richiesto di certificarsi secondo gli standard ISCC+ (International Sustainaibility and Carbon Certification)
 
Grazie a questa certificazione internazionale potremo garantire i requisiti di sostenibilità e di tracciabilità del progetto “Carta del Mulino”
 

2. Regola Due
Le aziende agricole devono adottare un piano di rotazione per le colture principali che preveda almeno tre colture diverse nel corso di cinque anni
 
Ricorrendo alla regola della rotazione viene preservata la struttura del suolo incrementando la fertilità e riducendo la presenza di parassiti ed erbe infestanti
 

3. Regola Tre
Facciamo seminare delle miscele di essenze vegetali per creare aree fiorite (“Fiori del Mulino”) non trattate con prodotti chimici. Queste aree potranno essere temporanee o permanenti, ma in ogni caso la loro superficie dovrà essere almeno il 3% di quella utilizzata per la coltivazione del grano tenero della “Carta del Mulino”
 
Queste aree, non essendo trattate con prodotti chimici e avendo una fioritura progressiva e prolungata, permettono l’insediamento di insetti impollinatori, di predatori naturali dei parassiti e di animali di vario genere e favoriscono così la biodiversità dell’agroecosistema

4. Regola Quattro
Uso delle varietà di frumento indicate da Barilla
 
La scelta delle varietà di frumento è essenziale sia per ottenere prodotti finiti di qualità, sia per utilizzare quelle più adatte alle diverse zone di coltivazione: in questo modo è possibile diminuire i prodotti chimici
 

5. Regola Cinque
Vengono utilizzate solo sementi certificate di cui vengono garantite identità, purezza varietale, germinabilità e sanità. Inoltre è vietato l’utilizzo di materiale vegetale OGM
 
L’utilizzo di sementi certificate è lo strumento che assicura la coltivazione delle varietà scelte e, garantendo la sanità del seme, aiuta a contenere la diffusione delle malattie e a proteggere la pianta nelle prime fasi di crescita
 

6. Regola Sei
È vietato l’uso di Neocotinoidi per il trattamento del seme
 
Vietiamo l’uso di questi insetticidi per proteggere le api e gli altri insetti impollinatori
 

7. Regola Sette
È vietato l’uso del glifosate dalla semina fino al raccolto e, grazie all’ente di controllo RINA, verifichiamo il rispetto della regola, non solo in Italia (dove l’utilizzo del glifosate è già vietato solo nella fase di pre-raccolta) ma anche in quei Paesi dove sarebbe consentito dalle norme locali
 
Il glifosate è un erbicida da tempo largamente utilizzato per eliminare le erbe infestanti. In un percorso di sostenibilità Mulino Bianco, vietando l’uso del glifosate per tutto il ciclo di coltivazione, vuole stimolare l’adozione di pratiche agricole alternative e più rispettose dell’ambiente
 

8. Regola Otto
Le partite di grano tenero ottenute secondo la “Carta del Mulino” devono essere raccolte e consegnate separatamente da tutte le altre
 
 
9. Regola Nove
Le strutture per la conservazione del grano e i Mulini devono assicurare l’identificazione e una gestione dedicata dei lotti di grano tenero appartenenti al Progetto della “Carta del Mulino”
 
La separazione dei lotti di grano tenero assicura un corretto sistema di tracciabilità, che ci permette di garantire al consumatore la trasparenza del percorso

10. Regola Dieci
Per conservare il grano chiediamo di preferire metodi fisici come la refrigerazione o l’atmosfera modificata, che impediscono lo sviluppo degli agenti abbassando la temperatura o riducendo la presenza di ossigeno
 
Per proteggere il grano da insetti e muffe vogliamo limitare l’uso di prodotti chimici e pertanto promuoviamo, quando possibile, l’applicazione di metodi alternativi