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Thursday, June 8, 2017

1877-2017: BARILLA COMPIE 140 ANNI STORIA DI UN’AZIENDA DI FAMIGLIA ITALIANA DAL CIBO “BUONO” A “BUONO PER TE E BUONO PER IL PIANETA”

140 candeline per Barilla, nata a Parma nel 1877 come bottega di pane e pasta e divenuta oggi
leader mondiale della pasta. Da 4 generazioni è guidata da passione e valori che ispirano quello
che è oggi il suo unico modo di fare impresa: Good for You, Good for the Planet. Un gruppo
che è riconosciuto in tutto il mondo come simbolo del saper fare italiano.
Ripercorriamo le tappe di una delle più importanti storie imprenditoriali del nostro Paese.
 
Un’azienda di famiglia, italiana, specialmente nel suo essere radicata nella tradizione gastronomica del nostro Paese. Ambasciatrice del modello alimentare mediterraneo nel Mondo e per questo fortemente internazionale. Pioniere nella comunicazione: indimenticabili gli spot con Mina, Giorgio Albertazzi, Dario Fo e le collaborazioni con Fellini, Tornatore e Morricone. Innovativa, per la capacità di anticipare le tendenze: con il marchio Mulino Bianco inventò la colazione all’italiana, oggi lancia la pasta bio e quella pronta in “3 minuti” e in futuro sarà la volta della pasta stampata in 3d. Ma soprattutto un’azienda dal business sostenibile, che al posto dell’ingresso in Borsa ha scelto una gestione economica ispirata ai valori: per diventare l’azienda preferita al Mondo dalle persone.
Nel 2017 Barilla compie 140 anni di vita. Nata come bottega di pane e pasta nel 1877, in strada Vittorio Emanuele II a Parma, è oggi leader mondiale nel mercato della pasta, dei sughi in Europa continentale, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti in Scandinavia. Una realtà composta da 28 sedi produttive (14 in Italia e 14 all’estero) che esporta in oltre 100 Paesi con un fatturato 2016 di 3,413 miliardi di euro e oltre 8.000 dipendenti. E un unico modo di fare impresa ispirato al benessere delle persone e dell’ambiente: Good for you, Good for the Planet.
 
“Avere una storia di 140 anni dà una grande motivazione per affrontare il futuro. Le generazioni di persone che hanno lavorato con dedizione per costruire la Barilla lo hanno fatto mantenendo i valori che ancora oggi ci guidano: fare un prodotto di qualità ed avere rispetto per le comunità di persone che ci vivono intorno” afferma Paolo Barilla, Vice Presidente del Gruppo Barilla Oggi abbiamo molte più informazioni e competenze per capire e migliorare il prodotto dalle origini della materia prima nel campo di coltivazione fino all’impatto sul benessere degli individui, inteso come piacere gastronomico ed effetto sulla salute. Siamo consapevoli che tutto può essere migliorato ed è questo che ci dà entusiasmo per continuare a lavorare con passione.”
 
NEL 1877 APRE IL PANIFICIO ARTIGIANALE (POI PASTIFICIO) DI PIETRO BARILLA SENIOR
Tutto inizia a Parma, nel cuore della Food Valley, nel 1877. Pietro Barilla senior avvia un’attività di fornaio, in strada Vittorio Emanuele II a Parma (attualmente strada della Repubblica). Nel 1898 nel negozio entra “un piccolo torchietto in legno per fabbricare la pasta e venderla nel negozio”. Se ne facevano circa 50 kg al giorno. Con l’aiuto, in azienda, dei figli Riccardo (che lascia la scuola a 14 anni per aiutare “il mio caro padre”) e Gualtiero (che ha studiato in seminario), l’azienda di famiglia Barilla inizia la sua storia. Nel 1903 si producono 400 kg di pasta al giorno, nel 1905 si arriva a 2,5 tonnellate.
1910-1947: LA BARILLA DIVENTA IMPRESA E ARRIVA ALLA SUA SECONDA GENERAZIONE
Nel 1910, apre in via Veneto il primo stabilimento industriale, dove si produce sia pane che pasta. Inizia il lavoro della seconda generazione della famiglia: le redini dell’azienda passano in mano a Riccardo e Gualtiero. Nell’azienda lavorano 80 persone e la produzione di pasta arriva a 8 tonnellate il giorno.
Il primo grande successo commerciale della famiglia è il confezionamento della pastina glutinata, con il nome della famiglia sopra (tutta la pasta veniva venduta sfusa). Di quegli anni - 1910 - è anche il primo marchio aziendale firmato dallo scultore Emilio Trombara, un bambino che rompe un uovo gigante in una grande madia in legno.
Nel 1919 Gualtiero muore e Riccardo rimane alla guida dell’azienda con la moglie Virginia. Il figlio, Pietro Barilla junior, entra in azienda nel 1936 e avvia la prima rete commerciale, mentre lo stabilimento si rinnova con 6 presse continue che accorpano le funzioni d’impastatrice, gramola e torchio. Nel 1937 la pasta “fosfina” (grazie al fosforo “dà forza ai deboli, sostiene i forti”) segna l’avvio dell’attenzione della famiglia Barilla per il tema nutrizione.
 
1947-1971: LA PASTA BARILLA CONQUISTA L’ITALIA (E GLI ITALIANI)
Prende le redini dell’azienda la terza generazione della famiglia. Pietro Barilla, che si occupa soprattutto di marketing e promozione, e il fratello Gianni, attento allo sviluppo della fabbrica e dell’amministrazione.
Il viaggio di Pietro in America, nel 1950, diventa il simbolo, spartiacque, tra il passato e il futuro dell’azienda. Conosce da vicino le logiche della pubblicità, le tecniche del marketing, il packaging e la grande distribuzione organizzata. Il primo effetto di questo confronto con il nuovo è l’adozione della confezione di cartone per la pasta, fino a quel momento venduta sfusa o esportata in cassette di legno. E’ un successo tale che nel 1952 l’azienda abbandona la produzione del pane e punta tutto sulla pasta, che presto diventa un prodotto commercializzato su tutto il territorio nazionale.
Si avvia il sodalizio con il grafico (e architetto) Erberto Carboni, che metterà a punto il logo dell’azienda - il brand incorniciato nell’ovale - arrivato, dopo varie revisioni a ritocchi (la più sostanziale a opera della Lippincott&Margulies di Londra nel 1969), fino a noi.
Per aumentare la sua notorietà Barilla decide di puntare sulla pubblicità, che in quegli anni muove i suoi primi passi in tv. Viene coniato il claim “con pasta Barilla è sempre domenica” e vengono reclutati come testimonial attori italiani molto celebri in quegli anni: Giorgio Albertazzi, il futuro premio Nobel per la Letteratura Dario Fo. E i cantanti Mina (preferita all’ultimo a Sofia Loren) e Massimo Ranieri.
Le confezioni di pasta in cartone introducono la finestra trasparente, che diventerà per anni un marchio di fabbrica dell’azienda di Parma. Mentre a partire dal 1965 si cominciano a produrre anche grissini e crackers.
Nasce perciò l’esigenza di un impianto più grande e a Pedrignano, nel 1969, viene inaugurato lo stabilimento per la pasta più grande del mondo: 120 metri di linea di produzione, 1.000 tonnellate di pasta al giorno.
 
1971-1979: PARENTESI AMERICANA E RITORNO DELL’AZIENDA IN MANO ALLA FAMIGLIA BARILLA
Nel 1971 i fratelli Pietro e Gianni Barilla, per ragioni familiari e legate al difficile contesto storico-sociale, decidono di vendere l’azienda alla multinazionale americana W.R. GRACE. Pietro Barilla cerca di resistere fino all’ultimo, ma essendo socio al 50% con il fratello non ha il denaro sufficiente per rilevare le quote del fratello. La leggenda vuole che dal giorno successivo alla firma del contratto di vendita Pietro comincia a escogitare il sistema per riacquistare nel più breve tempo possibile l’azienda.
Ci prova una prima volta nel 1978 (ma non riesce a mettere insieme i contanti necessari ed esce deluso, letteralmente in lacrime, dagli uffici americani della Grace), ma deve rimandare tutto solo di un anno. Nel 1979 l’offerta di riacquisizione di Pietro va a buon fine e la Barilla ritorna in mano alla famiglia.
In questi anni l’azienda però non si ferma. Si acquisiscono brand come Voiello (1973) e, soprattutto, nel 1975, il lancio del Mulino Bianco, la linea di biscotti, sostituti del pane e merende di Barilla che anticipa i tempi mettendo in scena il bisogno del “ritorno alla natura” e alle cose buone e genuine.
 
1979-1993: “DOVE C’E’ BARILLA C’E’ CASA”, GLI ANNI DI FELLINI, TORNATORE E MICHALKOV…
Sono gli anni della collaborazione di Barilla con i più grandi registi del cinema mondiale. Federico Fellini, nel 1985, firma una pubblicità geniale che prende in giro la nouvelle cuisine allora in ascesa (la coppia sofisticata seduta al tavolo di un ristorante di lusso rifiuta decine di portate dal nome francese per ordinare, prosaicamente, “rigatoni”, tra lo stupore di tutti).
Nikita Michalkov, qualche anno più tardi (1989), fa un remake di questo spot e lo ambienta nel ristorante dell’Hotel National sulla Piazza Rossa, a Mosca (con i due protagonisti che ordinano spaghetti e per farsi capire arrotolano l’aria con le 2 dita, imitando la forchetta in un gesto che diventerà presto internazionale).
Nel 1990 è invece la volta di un giovanissimo Giuseppe Tornatore, fresco di Premio Oscar per Nuovo Cinema Paradiso, reclutato, insieme a Ennio Morricone, per la campagna sulla Famiglia del Mulino” dedicata al brand Mulino Bianco. Che mette in scena un universo di valori - la famiglia, la natura e l’ambiente, la qualità dei prodotti e delle materie prime - che ancora oggi connotano l’azienda.
Nel frattempo tra il 1991 e il 1992 continuano le acquisizioni. All’estero - Misko, azienda leader di pasta in Grecia - ma anche Pavesi in Italia.
 
1993-2000: INTERNAZIONALIZZAZIONE E SOSTENIBILITA’ (BUONO PER TE, BUONO PER IL PIANETA)
In quest’ultimo quarto di secolo, con l’arrivo alla guida dell’azienda della quarta generazione - Guido, Luca e Paolo, figli di Pietro - ancora una svolta. E le parole d’ordine diventano due: internazionalizzazione e sostenibilità. I primi anni sono segnati dallo sviluppo del mercato europeo: tra il 1993 e il 1995, a suon di spot d’autore e testimonial celebri, Barilla cresce fortemente in Francia (pubblicità firmate da David Lynch e Ridley Scott con protagonista Gérard Depardieu) e in Germania (come dimenticare Steffi Graf che serve la pasta Barilla sul “piatto” del trofeo vinto a Wimbledon?).
Poi l’orizzonte diventa il mondo intero. Nel 1994, la pasta Barilla arriva in America. Nel frattempo si susseguono le acquisizioni - pasta Filiz, in Turchia, pani croccanti Wasa, in Nord Europa, pasta Vesta e Yemina, in Messico, pani soffici Harrys, in Francia - che posizionano il marchio Barilla come leader indiscusso della pasta nel mondo e player di primo piano dei prodotti da forno.
 
2000-2016: NASCE ACADEMIA BARILLA E LA FONDAZIONE BCFN
Produrre cibo buono e sano non basta più: in Italia l’inaugurazione nel 2004 di Academia Barilla - un progetto culturale dedicato alla conoscenza e promozione della gastronomia regionale italiana - segna anche l’avvio di un’attenzione molto forte ai valori, sociali e culturali, che ruotano attorno al cibo e alla sua preparazione. Negli USA l’inaugurazione dei Barilla Restaurant (il primo a New York nel 2013) portano il modello di convivialità e piacere del mangiare sano e mediterraneo in giro per il mondo (approdo a Dubai nel 2016). Ma anche con progetti come Barilla Pasta World Championship, sfida ai fornelli tra i migliori chef del mondo che si cimentano con ricette a base di pasta secca, per sottolineare l’eccellenza gastronomica, oltre alla componente emozionale e socializzante della pasta.
Il 2009 vede la nascita della Fondazione Barilla Center For Food and Nutrition, centro di pensiero e di proposte che ha l’obiettivo di analizzare con un approccio multidisciplinare i grandi temi legati all’alimentazione e alla nutrizione nel mondo. L’attenzione alla food safety e all’utilizzo sostenibile delle risorse del Pianeta apre una nuova pagina nella vita di Barilla.
 
BARILLA OGGI: “BUONO PER TE, BUONO PER IL PIANETA” L’UNICO MODO DI FARE IMPRESA
“Good for You, Good for the Planet” è la bussola che guida oggi il business del Gruppo di Parma: promozione di stili di vita sani e di un’alimentazione sostenibile, miglioramento continuo dei prodotti esistenti all’insegna della doppia piramide (nutrizionale e ambientale), valorizzazione della diversità come valore, sostegno all’agricoltura nazionale. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dal 2010 ad oggi Barilla ha migliorato il profilo nutrizionale di 360 prodotti, togliendo nel 2016, l’olio di palma da tutti i prodotti da forno. Sul fronte della filiera pasta ha sostenuto gli agricoltori italiani con i nuovi contratti di coltivazione triennali che prevedono l’acquisto di 900.000 tonnellate di grano duro entro il 2019. Per un’azienda sempre più green che nell’ultimo quinquennio ha ridotto del -21% i consumi idrici e del -28% le emissioni di gas serra degli stabilimenti produttivi.
Barilla è oggi inoltre in prima linea sul fronte dell’educazione alimentare con il progetto Giocampus, che ha reso Parma un laboratorio della qualità degli stili di vita, lavorando con le nuove generazioni in una case history che sta facendo scuola in tutto il mondo nella lotta all’obesità. E supporta le popolazioni colpite da emergenze: 100 dei suoi dipendenti (“Angeli Barilla”) sono volontari della protezione civile già entrati in azione in occasione del terremoto del Centro Italia e dell’alluvione a Piacenza. 
 
BARILLA E LA COMUNICAZIONE: ROGER FEDERER NUOVO TESTIMONIAL DEL BRAND IN EUROPA
Prosegue l’impegno in comunicazione del brand che fin dagli anni di Carosello è stato pioniere in questo ambito grazie alla scelta (vincente) di puntare sui testimonial per veicolare i propri spot. Se le ultime pubblicità Barilla hanno visto protagonisti star del cinema come Antonio Banderas, Angela Finocchiaro e Pier Francesco Favino, è di pochi giorni fa la notizia che il nuovo testimonial del Gruppo di Parma per la pasta e sughi in Europa sarà il campionissimo svizzero Roger Federer. Del resto la collaborazione con quello che per molti è il più forte tennista di tutti i tempi, fa parte di un cammino intrapreso anni fa da Barilla nel mondo dello sport. Basti ricordare la collaborazione e con grandi stelle del tennis del passato come Stefan Edberg e Steffi Graf o la storica sponsorizzazione dell’As Roma di Falcao e Bruno Conti, vincitrice dello scudetto 1982-83.  Senza dimenticare, recentemente, la sponsorizzazione della nazionale di basket italiana e della forte sciatrice statunitense Mikaela Shiffrin. 

1877 - 2017
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