
Nel viaggio verso la trafila, avviene la “gramolatura”, cioè la completa omogeneizzazione dell’impasto per effetto della pressione esercitata da una vite senza fine. Il calore generato nella fase di compressione viene eliminato con un sistema di raffreddamento ad acqua che circonda il cilindro.
L’impasto, viscoso, omogeneizzato e compatto, passa attraverso un filtro in rete d’acciaio posto sulla trafila, che ha la funzione di trattenere le impurità sfuggite ai vagli precedenti, i “grumi” che si possono formare nelle impastatrici e regolarizzare la velocità di entrata nella trafila.
L’impasto compresso passa dal “vitone” attraverso il filtro ed entra nella trafila per assumere la forma definitiva.
La trafila ha caratteristiche peculiari per ogni singolo formato da produrre; esistono trafile per la pasta corta e per la pasta lunga.
Per i formati di pasta corta, le trafile sono normalmente di forma circolare ricavate da un disco in lega di bronzo e alluminio.
Il diametro delle trafile più usato negli impianti di recente costruzione è di 520 mm. La superficie dei fori può essere in bronzo, per ottenere una superficie ruvida giallo chiara, oppure ricoperta in teflon per ottenere una superficie liscia giallo brillante.
La formazione dei formati di pasta corta avviene comprimendo l’impasto in fori di forma e di diverse dimensioni.
Le trafile dei formati “bucati” presentano all’interno del canale di formazione della pasta un’anima cilindrica, sorretta da piccoli supporti, che consente alla pasta di assumere la conformazione cava desiderata (es: i bucatini)
Per i formati di pasta lunga le trafile sono normalmente di forma rettangolare di larghezza da 1 a 1,3 metri e costruite sempre in lega di bronzo e alluminio. Su di esse vengono praticati i fori per inserirvi gli inserti trafilanti che danno all’impasto la sua forma caratteristica. La formazione della pasta lunga avviene comprimendo l’impasto attraverso i fori praticati negli inserti.
Sono trascorsi 20 minuti dall’ingresso della semola nell’impastatrice. Le operazioni vengono controllate da personale specializzato tramite sistemi computerizzati che registrano ogni fase con appositi sensori e permettono, in funzione delle condizioni rilevate, di gestire tutti i parametri (temperatura, umidità e velocità) e avere un risultato ottimale.
Per la pasta corta all’uscita dalla trafila l'impasto viene tagliato da un coltello rotante a due o tre lame. La velocità di rotazione del coltello è inversamente proporzionale alla lunghezza della pasta. Un potente getto d’aria calda, contemporaneamente, avvolge la pasta, così da eliminare l’umidità superficiale e impedire che i pezzi di pasta si attacchino tra loro durante le fasi successive.
Nelle linee di produzione di pasta lunga il prodotto viene raccolto da lunghe canne di metallo su cui si stende a cavallo, pronto per proseguire verso l’essiccazione.